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Lusia
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mwiqLusia (mwigLusia in mwiwveneto) è un mwjacomune italiano di mwjq3 200 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Rovigo in mwkwVeneto.

Contents

Storia
Simboli
Parchi
Strade
Note

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Geografia fisica

Lusia è situata nella parte medio-occidentale del mwlwPolesine ed è lambita a nord dal mwmafiume mwmqAdige che divide il suo territorio dalla mwmgprovincia di Padova.

Origini del nome

Lusia prenderebbe il nome dalla mwnqGens mwngLuxia, tradizionalmente ritenuta imparentata con mwnwCaio Mario, il console romano vincitore sui mwoaCimbri nella mwoqBattaglia dei Campi Raudii. Secondo la tradizione locale, la figlia dello stesso Mario, mwogMaria Terzia, avrebbe vissuto nei possedimenti agricoli della famiglia situati nell’odierno territorio di Lusia, terre che furono in parte distribuite ai veterani e in parte gestite direttamente dal console, che vi fece installare fattorie per lo sfruttamento agricolo della zona.

Rinvenimenti archeologici confermano la presenza di insediamenti romani nell’area. Un riferimento a tale passato è presente anche nel mwpagonfalone comunale, concesso ufficialmente a Lusia nel mwpq1952cite-ref-acs-5-0[5], che raffigura l’ossuario — contenitore dei resti — attribuito a mwqgQuinto Bebio Cardilliaco, marito di Maria Terzia.

Storia

mwrqOrigini romane

Il territorio di Lusia ha origini legate alla mwrwgens mwsaLuxia, famiglia romana imparentata con mwsqCaio Mario, che avrebbe assegnato queste terre ai propri veterani al termine delle campagne militari contro i mwsgCimbri. La presenza romana è testimoniata da numerosi ritrovamenti archeologici e dall’ossuario attribuito a mwswQuinto Bebio Cardilliaco, marito di Maria Terzia, raffigurato nel mwtagonfalone comunale concesso nel secondo dopoguerracite-ref-acs-5-1[5]. In età imperiale l’area si sviluppò come comunità agricola organizzata lungo il corso dell’mwuqAdige.

mwuwMedioevo e dominio veneziano

Dopo il crollo dell’mwvqImpero romano, Lusia attraversò secoli di instabilità idraulica e spopolamento, dovuti anche ai continui mutamenti del corso dell’Adige. Tra mwvgXIII e XIV secolo il territorio tornò ad assumere importanza come zona di passaggio e difesa fluviale ed entrò nella sfera della Contea di Rovigo estense. Successivamente fu ceduto alla mwwaRepubblica di Venezia, che controllava i traffici fluviali e commerciali tra Adige e Po.

mwwwEtà moderna e Villa Morosini

In età veneziana l’antico castello locale venne trasformato in residenza nobiliare dalla famiglia mwxqMorosini, dando origine alla storica mwxgVilla Morosini, attorno alla quale si consolidò il borgo rurale. Nel XVII secolo sorsero la chiesa arcipretale dei mwxwSanti Vito e Modesto e il campanile, che definirono il profilo architettonico del paese fino alle distruzioni del Novecento.

mwyqOttocento e primo Novecento

Con il mwyw1866 Lusia entrò a far parte del mwzaRegno d'Italia, all’interno della mwzqProvincia di Rovigo e del territorio polesano a forte vocazione agricola. Tra fine Ottocento e inizio Novecento il comune fu guidato da mwzgDante Marchiori, sindaco e figura di rilievo locale, che promosse una graduale modernizzazione del paese mantenendo però il carattere rurale dell’abitato.

mwaaGuerra, alluvione e ricostruzione

Il mwag20 aprile mwaw1945 Lusia subì uno dei più gravi bombardamenti del mwbaPolesine, condotto dal 461st Operations Group (allora 461st Bombardment Groupcite-ref-6[6]) dell'aviazione statunitense. L'obiettivo strategico era la distruzione del ponte stradale sull'Adige per tagliare le vie di ritirata alle truppe tedesche, ma l'azione ebbe esiti devastanti per la popolazione civile: il centro abitato fu quasi completamente raso al suolo e vennero distrutti il mwcgmunicipio, gli uffici pubblici, la chiesa arcipretale e mwcwVilla Morosini (Lusia).

La tragedia fu seguita da un secondo evento devastante: l’mwdqAlluvione del Polesine del mwdg1951, che colpì duramente il territorio. La ricostruzione del dopoguerra portò alla rinascita del paese circa 300 metri più lontano dall’Adige, scelta compiuta per ragioni di sicurezza idraulica. Nel simbolismo civico, la rinascita di Lusia viene talvolta associata all’immagine dell’mwdwaraba fenice.

mweqLusia oggi

Oggi Lusia è un centro agricolo noto soprattutto per le produzioni orticole, in particolare l’insalata, e per un paesaggio modellato da bonifiche e interventi idraulici. La memoria delle origini romane, della stagione veneziana e delle vicende del Novecento rimane viva nei simboli civici, nelle architetture ricostruite e nelle iniziative culturali che valorizzano la storia del paese.

Simboli

Lo stemma civico venne approvato con mwfqregio decreto del 2 giugno 1889cite-ref-bozzetti-7-0[7] e successivamente modificato con mwggdecreto del presidente della Repubblica del 24 marzo 2000.cite-ref-acs-5-2[5]

«

Troncato

: nel primo, di azzurro, alla

fenice

d'oro, sulla sua

immortalità

di rosso; nel secondo, d'oro, al cippo cilindrico di marmo bianco-grigio al naturale, caricato della scritta in quattro righe in lettere maiuscole di nero, la prima riga, Q. BAEBI C.F., la seconda riga, CARDILIACI, la terza riga, MARIA C.F., la quarta riga, TERTIA UXOR. Ornamenti esteriori da Comune.»

Vi è raffigurata una fenice a simboleggiare la rinascita del paese dalle ceneri della vecchia Lusia. Nella parte inferiore dello scudo è rappresentato il sepolcro di Quinto Bebio Cardilliaco.

Il gonfalone è un drappo mwigtagliato di giallo e di azzurro concesso con DPR del 25 giugno 1952.cite-ref-bozzetti-7-1[7]

Onorificenze

Lusia è tra le mwkqCittà decorate al merito civile, insignita della medaglia d'argento al valor civile per i sacrifici subiti durante la mwkgseconda guerra mondiale. La città fu pesantemente bombardata, portando alla sua quasi completa distruzione, con numerose vittime e feriti, tra cui donne e bambini. Questo tragico evento è stato riconosciuto come un esempio di estremo sacrificio.

La decorazione è stata conferita il 20 aprile 2022cite-ref-8[8], in ricordo degli eventi accaduti il 20 aprile 1945, che coinvolsero anche il comune di mwmaBarbona (PD):

Medaglia d'argento al merito civile

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwowChiesa dei Santi Vito e Modesto Martiri (mwpaXX secolo), inaugurata nel 1958, dell'architetto mwpqOrlando Veronese.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]
• Ruderi della Chiesa dei Santi Vito e Modesto. Della chiesa, che venne abbattuta dal bombardamento che subì la cittadina durante la mwrwseconda guerra mondiale, rimangono le fondamenta e la base del mwsacampanile trasformato in cappella votiva, integrati nel parco in via 25 aprile.
• mwsgChiesa di San Lorenzo Diacono e Martire, mwswchiesa parrocchiale sita nella frazione di Cavazzana. Ricostruita, su progetto del presbitero mwtqFrancesco Antonio Baccari, nel mwtgXVIII secolo sul sito della preesistente chiesa risalente al mwtwXII secolo, in un recente restauro conservativo dell'edificio ha portato alla luce scheletri di persone lì inumate, i più antichi risalenti al mwuaXV secolo.cite-ref-11[11]

Architetture civili

• mwxaTorre Morosini. Unica parte rimasta della mwxqVilla Morosini, anch'essa abbattuta dal bombardamento che subì durante la seconda guerra mondiale, era la torre di sinistra.

• mwzaColonna annodata. Verso il 1400 giunse a Lusia da Costantinopoli una colonna a quattro fusti, con capitelli figurati, che ancora oggi si può ammirare sulla piazza antistante la nuova Chiesa Parrocchiale. La colonna, in stile mwzqofitica, era stata riportata a Venezia da un viaggio insieme ad un'altra colonna. Ma la barca che le trasportava si era arenata alle foci dell'Adige, facendo sprofondare una delle due colonne. Giunta a Lusia, la colonna che si era salvata, alta circa 3,50 metri, era stata sormontata da una statuetta che la tradizione popolare identifica con San Vito e posta di fronte al castello. In origine, la colonna era sormontata da due leoncini in granito, accosciati, che nel 1882 furono asportati dagli eredi della contessa E. Morosini Gattembur. Attualmente la colonna è situata fronte la mwzgChiesa dei Santi Vito e Modesto Martiri.cite-ref-12[12]

Parchi

• mw1gParco delle Rimembranze. Il Parco delle Rimembranze di Lusia (RO) è un luogo della memoria costruito attorno ai resti del campanile dell’antica chiesa, distrutta il 20 aprile 1945 durante un bombardamento alleato che causò 74 vittime civili. L’attacco, diretto al ponte ferroviario sull’Adige, colpì invece il centro abitato, devastando chiesa, municipio e molte abitazioni. Il parco conserva le tracce di quel tragico evento e rappresenta oggi un simbolo di ricordo e riflessione per la comunità.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-13[13]

Economia

L'economia del territorio è basata principalmente sull'agricoltura e sui prodotti tipici come l'"mw5ainsalata di Lusia mw5qIGP" e l'"mw5gAglio Bianco Polesano mw5wDOP"cite-ref-14[14].

Il comune è sede di un mercato ortofrutticolo all'ingrosso, realizzato nel 1955 su iniziativa della mw7qCamera di Commercio di Rovigo con il nome di Centrale Ortofrutticola. Il mercato, che oggi copre una superficie di 45.000 metri quadri e tratta i prodotti del territorio, prevalentemente orticoli, dal 1972 è parte dell'Azienda Speciale per i Mercati Ortofrutticoli di Lusia e Rosolina.

Infrastrutture e trasporti

Strade

L'abitato è raggiungibile a sud dall'incrocio con la mw8qstrada regionale SR 88, che attraversa il territorio a sud attraverso Via Marasso e che prende il nome dall'omonima località, congiungendola a nord con mw8gBarbona attraverso il ponte sul fiume Adige.

Mobilità urbana

Il sistema del mw9qtrasporto pubblico della cittadina è servito da una linea extraurbana gestita da mw9gBusitalia che la collega con il capoluogo mw9wRovigo e con le principali località sulla direttiva ovest-est, da una parte verso mw-aLendinara, mw-qBadia Polesine e la bassa veronese, dall'altra verso mw-gAdria ed il mw-wdelta del Po.

Amministrazione

Regno d'Italia (1866-1946)

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1872? | 1883? | Gio. Battista Lorenzoni | | Sindaco | |
| 1887 | 1917 | Dante Marchiori | | Sindaco | [ 15 ] |
| 1922 | 1926 | Gastone Marchiori | | Sindaco | |
| 1926 | 1935 | Giocomo Marchiori | | Podestà | |
| 1936 | 1945 | ? Bianchini | | Podestà | |

Repubblica Italiana (dal 1946)

Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1994)

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1946 | 1948 | Luigi Cotta | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1948 | 1951 | Rodolfo Carotta | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1965 | 1975 | Damiano Bragion | | Sindaco | |
| 1975 | 1980 | Lino Rossi | | Sindaco | |
| 1985 | 1990 | Lino Rossi | | Sindaco | |
| 1993 | 1997 | Enrico Patria | Lega Nord | Sindaco | |

Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1994)

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1997 | 2002 | Claudio Barison | Lista Civica | Sindaco | |
| 2002 | 2007 | Sergio Vignaga | Lista Civica ( Centro-sinistra ) | Sindaco | |
| 2007 | 2012 | Sergio Vignaga | Lista Civica ( Centro-sinistra ) | Sindaco | |
| 2012 | 2017 | Luca Prando | Lista Civica "Lusia Unita" | Sindaco | |
| 2017 | 2022 | Luca Prando | Lista Civica "Lusia Unita" | Sindaco | |
| 2022 | in carica | Luca Prando | Lista Civica "Lusia Unita" | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwavmmwavqmwavuBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwavydemo.istat.it, mwavcISTAT.
cite-note-21. mwavsComune di Lusia - Statuto.
cite-note-divamm-sismica-32. mwav8mwawamwaweClassificazione sismica (mwawimwawmXLS), su mwawqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwawgmwawkmwawoTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwawsmwawwPDF), in mwaw0citerefmwaw4Leggemwaw8 mwaxa26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaxeAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaxi 151. mwaxmURL consultato il 25 aprile 2012 mwaxq(archiviato dall'mwaxuurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-acs-55. mwax0mwax4mwax8Lusia, concessione di stemma e gonfalone, su mwayaArchivio Centrale dello Stato, Ufficio araldico, Fascicoli comunali, busta 011, fascicolo 1722.
cite-note-66. mwayqmwayumwayy(EN) 461st Bombardment Group (H) - Missions: April 1945 (Mission No. 222, April 20, 1945), su mwaycwww.461st.org. mwaygURL consultato il 30 aprile 2026.
cite-note-bozzetti-77. mway4mway8mwazaBozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Lusia, su mwazeACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwaziURL consultato il 7 ottobre 2024.
cite-note-88. mwazymwazcmwazgInsignita dal Quirinale della Medaglia d'Argento al Valore civile, su mwazkwww.quirinale.it. mwazoURL consultato il 24 febbraio 2025.
cite-note-99. mwaz4mwaz8mwaaaLusia, Chiese e luoghi di culto, su mwaaeilpolesine.com. mwaaiURL consultato il 23 febbraio 2021 mwaam(archiviato dall'mwaaqurl originale il 26 gennaio 2021).
cite-note-1010. mwaagmwaakmwaaoCampane di Lusia (RO). mwaasURL consultato il 25 gennaio 2023.
cite-note-1111. mwaa8mwabamwabeIncredibile scoperta: in chiesa quattro antiche tombe, con altrettanti scheletri, su mwabipolesine24.it, 12 febbraio 2021. mwabmURL consultato il 1º novembre 2021.
cite-note-1212. mwabcComune di Lusia, mwabgmwabkStoria del Comune, su mwabocomune.lusia.ro.it. mwabsURL consultato il 4 febbraio 2025.
cite-note-1313. Dati tratti da: mwab8mwacamwacemwacimwacmPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwacqmwacuPDF), su mwacyebiblio.istat.it, mwaccISTAT. mwacgmwackmwacomwacsPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwacwesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1414. mwademwadimwadmL'insalata di Lusia igp, su mwadqprodottipolesine.it mwadu(archiviato dall'mwadyurl originale il 26 settembre 2013).
cite-note-154. Atlante polesanomwado : dizionario alfabetico dei 51 comuni della provincia di Rovigo / a cura di Dario Nicolimwads ; ideazione e coordinamento di Mauro Tedeschini, 1993, pag. 75-76.

Bibliografia

• mwad8AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
• mwaeeMasin Pegoraro Daniela, Lusia, battaglia Terme, La Galiverna, 1980.

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lusia

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.lusia.ro.it.
• mwaegLusia, su Portale Ufficiale dei Servizi Cultura ed Eventi della Provincia di Rovigo, pronvincia.rovigo.it. URL consultato l'11 settembre 2024.